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  GBInSAR LiSALab

 

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2003 - 2013: 10 years of GBInSAR LiSALab monitoring technology around the World.

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2003 - 2013: 10 anni di tecnologia GBInSAR LiSALab nel mondo.

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LiSALab tecnology is now protected by an Italian, an European and an US patent.

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La tecnologia LiSALab è ora portetta da un brevetto italiano, uno europeo and uno americano.


Il sistema GBInSAR LiSALab è la naturale evoluzione del sistema LiSA, frutto di anni di ricerca svolta al Centro di Ricerca Comunitario della Commissione Europea di Ispra dall´Unità di Sicurezza Umanitaria. Il risultato è un sistema capace di misurare e seguire nel tempo il comportamento e le deformazioni delle strutture e del terreno.
Tale sistema utilizza un sensore interferometrico basato sulla tecnica di radar ad apertura sintetica (SAR), simile a quelli utilizzati sui satelliti, ma implementato in un sistema mobile con piattaforma terrestre (GBInSAR o TInSAR). Il tutto viene completato ed integrato da specifici pacchetti software, interamente sviluppati da Ellegi srl al suo interno, per l’acquisizione, l’elaborazione e l’analisi dei dati raccolti.

Il sensore, conosciuto come sistema GBInSAR LiSALab è caratterizzato da un elevato grado di flessibilità operativa, in termini di:

frequenze di osservazione;
geometria di acquisizione;
polarizzazione;
frequenza di acquisizione e facilità di messa in opera anche con breve preavviso in modo da
garantire la massima adattabilità in ogni situazione.

Il sistema GBInSAR LiSALab negli anni è stato sottoposto ad una complessa attività di sperimentazione e validazione, sia delle applicazioni sia delle performance, con ben oltre un centinaio di campagne di misura.
Da queste attività è emerso che tale sistema permette una immediata comprensione dello stato e della distribuzione di spostamenti del terreno o delle deformazioni della struttura in esame, con un’ottima corrispondenza tra i risultati acquisiti dal sistema GBInSAR LiSALab e quelli rilevati con sensoristica tradizionale.



La capacità del sistema GBInSAR LiSALab di fornire informazioni distribuite su zone estese, in 3 dimensioni e multitemporali, rappresenta un validissimo complemento, oltre che sostituto, alle tecniche tradizionali solitamente basate su misure puntuali.


Tale caratteristica è essenziale nel campo della “zonazione” della pericolosità e fornisce un potente strumento per l´individuazione e la delimitazione delle aree più critiche e per la programmazione e la progettazione degli interventi di mitigazione/salvaguardia più idonei.



Tra i vantaggi del sistema GBInSAR LiSALab si possono menzionare:


l’assoluta indipendenza delle misure da punti di riferimento presenti sull’oggetto esaminato, la possibilità di evitare di accedere all´area da misurare, cosa pericolosa o impossibile in caso di pericoli naturali e di toccare il manufatto, fondamentale nel caso di beni artistici, con interventi invasivi o anti-estetici;
l’insensibilità ai disturbi ed alle interferenze presenti attualmente nell’area di misura;
la possibilità di generare delle mappe estese di spostamento dell’oggetto analizzato e di operare a grande distanza, con una distanza media operativa di 2km ed una massima di circa 4Km ed in qualsiasi condizione di illuminazione o atmosferica;
l’estrema velocità di installazione del sistema, da 1 a 2 ore;
l´alto livello di disponibilità del sistema con il funzionamento in continuo 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 e 365 giorni all’anno;
la possibilità di fornire le misure in tempo “quasi reale” con una frequenza minima di acquisizione di un’immagine nell’ordine dei minuti;
l’estrema precisione nelle misure, mediamente nell’ordine di 0,3-0,7mm.


Tra le principali applicazioni in cui il sistema GBInSAR LiSALab si è dimostrato particolarmente utile si possono ricordare:


il rilevamento di deformazioni in strutture, edifici, ponti, dighe e monumenti storici;
il rilevamento e il monitoraggio di movimenti di frane, subsidenze, movimenti del terreno e di vulcani;
la creazione di dettagliate mappe digitali di elevazione del terreno;
nel fornire informazioni utili nel campo della zonazione della pericolosità;
nel controllo degli effetti di operazioni di scavo sulla stabilità di versanti;
nel controllo di aree soggette a movimenti o subsidenza in seguito a scavi sotterranei;
per valicare modelli teorici del comportamento di strutture o del terreno;
la possibilità di supportare le reti di monitoraggio con strumenti tradizionali, sia già installate ed operanti sia in fase di installazione. In tal senso, i risultati ottenuti dimostrano come la tecnica possa fornire valutazioni complementari per ottimizzare la distribuzione di tali sensori;
in situazioni di emergenza, quando un evento critico è imminente o appena avvenuto, specialmente nei casi in cui siano a rischio elementi di particolare rilevanza, quali centri abitati, vie di comunicazione o beni culturali o degli stessi operatori impiegati nelle attività di soccorso;
il continuo sviluppo del sistema rende inoltre disponibili quotidianamente nuove ed interessanti applicazioni...


Tra coloro che possono trarre giovamento dall’utilizzo di tale sistema si possono elencare:


gli Enti Pubblici e Agenzie quali Protezione Civile, i Servizi Tecnici Nazionali, Sistema ANPA-ARPA, i servizi geologici, Vigili del Fuoco, organi di vigilanza dighe;
le Amministrazioni Pubbliche Nazionali, Regionali, Provinciali e Comunali;
il Ministero dell’Interno, in particolare per mezzo delle Prefetture, ed il Ministero dei Lavori Pubblici, dei Beni Culturali, e dell´Ambiente;
le Autorità di Bacino e Ambito;
le istituzioni sovra-nazionali e banche per lo sviluppo quali Organizzazione delle Nazioni Unite, Unione Europea, banche per lo sviluppo regionale;
i gestori di grandi infrastrutture quali strade e autostrade, ferrovie, metropolitane e produttori di energia elettrica;
i concessionari, proprietari o gestori di dighe;
le compagnie di assicurazione e di riassicurazione;
i proprietari di beni immobili e monumentali;
le società di ingegneria, le aziende e le imprese specializzate nella progettazione ed esecuzione dei lavori e nel collaudo finale degli stessi;
le industrie minerarie ed estrattive;
le società di costruzione.


 


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Venerdì, 24 novembre 2017

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